Da diversi Core Update, un fenomeno si ripresenta regolarmente negli strumenti di analisi SEO: le impressioni aumentano, ma i clic stagnano o diminuiscono, in particolare sulle query informative. Le pagine continuano ad apparire nei risultati di Google, a volte più di prima, ma il traffico reale non segue più la stessa traiettoria.
Questo divario suscita molte domande. Come può una pagina guadagnare visibilità senza generare più visite? Perché questo fenomeno colpisce soprattutto i contenuti informativi? E soprattutto, perché questa tendenza si intensifica dopo ogni aggiornamento importante di Google?
Pagine visibili ma meno consultate
In Google Search Console, il riscontro è spesso lo stesso. Le impressioni aumentano del 10%, 20%, a volte di più, mentre il tasso di clic diminuisce. Le posizioni medie rimangono stabili, o addirittura migliorano leggermente, ma il traffico reale diminuisce.
Secondo uno studio condotto da Advanced Web Ranking, il tasso di clic medio in prima posizione è passato dal 34% nel 2019 a circa il 28% nel 2024 sulle query informative. Questo calo non si spiega con una perdita di visibilità, ma con una modifica del comportamento degli utenti di fronte ai risultati visualizzati.
Google mostra più contenuti direttamente nella pagina dei risultati, riducendo la necessità di cliccare.
Le risposte visualizzate prima dei risultati classici
I recenti Core Update hanno rafforzato la presenza di blocchi informativi in cima alle pagine dei risultati. Estratti ottimizzati, risposte dirette, riquadri esplicativi, elenchi sintetici… L’utente ottiene spesso l’informazione cercata senza lasciare Google.
Sulle query informative semplici, come definizioni, spiegazioni o domande fattuali, Google ora visualizza risposte complete.
Secondo SparkToro, oltre il 58% delle ricerche su Google termina senza clic. Questa cifra supera il 65% sulle query puramente informative. La pagina è vista, conteggiata come impressione, ma non è più visitata.
Un display arricchito che cattura l’attenzione
I risultati di ricerca non si limitano più a dieci link blu. Sono circondati da elementi visivi e testuali che catturano l’attenzione.
Si trovano in particolare
• estratti lunghi con elenchi
• riquadri domande e risposte
• caroselli
• blocchi “altre domande poste”
• riassunti generati
Questi elementi occupano una grande parte dello schermo, soprattutto su mobile. Secondo Sistrix, i blocchi arricchiti rappresentano in media il 40-60% della superficie visibile prima del primo risultato organico su smartphone.
Anche se una pagina è ben posizionata, si trova meccanicamente più in basso nella pagina, riducendo le interazioni.
Query informative meno orientate all’azione
Le query informative non cercano sempre di innescare una visita. L’utente vuole spesso una risposta rapida, senza approfondire.
Ad esempio
Una definizione
Una data
Una spiegazione breve
Un numero
Un riassunto
Google ottimizza sempre più i suoi risultati per rispondere direttamente a queste aspettative. Risultato, la pagina sorgente è visualizzata, citata o utilizzata, ma raramente visitata.
Secondo Ahrefs, le parole chiave informative che mostrano un estratto ottimizzato hanno un tasso di clic inferiore del 30-45% rispetto alle stesse parole chiave senza riquadro.
Un aumento meccanico delle impressioni
I Core Update hanno anche un effetto sul modo in cui Google distribuisce le impressioni. Una pagina può apparire su più varianti di query, senza necessariamente catturare più clic.
Google amplia il campo semantico associato a un contenuto. Una stessa pagina può essere visualizzata su più formulazioni simili, a volte in posizioni leggermente inferiori, aumentando le impressioni senza migliorare il tasso di clic.
Secondo un’analisi interna condotta da diverse agenzie SEO europee, le pagine informative hanno visto in media
• +22% di impressioni
• -9% di tasso di clic
dopo un importante Core Update nel 2024.
Il ruolo crescente dei blocchi domande e risposte
I blocchi di domande associate occupano un posto considerevole nei risultati. Ogni clic su una domanda espande una risposta direttamente in Google, spesso senza generare una visita.
Eppure, la pagina sorgente beneficia di un’impressione aggiuntiva. Il contenuto è visualizzato, sfruttato, ma l’utente rimane su Google.
Secondo Moz, oltre il 50% delle query informative ora visualizza un blocco di domande associate. Questi blocchi catturano gran parte dell’attenzione, soprattutto su mobile.
Una concorrenza più densa sulla stessa query
I Core Update favoriscono spesso una maggiore diversità delle fonti. Su una query informativa, Google visualizza più domini diversi, a volte con angolazioni simili.
Questo aumenta il numero totale di pagine visibili, ma diluisce i clic. Ogni pagina riceve impressioni, ma il volume complessivo dei clic non progredisce allo stesso ritmo.
Su alcune query molto documentate, il tasso di clic per pagina può scendere del 20% o più, anche mantenendo una posizione stabile.
Titoli visibili ma meno invitanti
Con l’arricchimento dei risultati, il ruolo del titolo è cambiato. Quando Google visualizza già una risposta dettagliata, il titolo perde il suo potere di attrazione.
L’utente legge l’essenziale direttamente nell’estratto. Il clic diventa opzionale. Anche un titolo ben scritto fatica a competere con una risposta già visibile.
Secondo Backlinko, le pagine posizionate sotto un estratto ottimizzato registrano un tasso di clic medio inferiore del 37%, anche con un titolo rielaborato.
L’effetto mobile amplifica il fenomeno
Su mobile, lo spazio visibile è limitato. Un solo schermo può essere occupato da un estratto lungo, un riquadro esplicativo e un blocco di domande.
In questo contesto, il primo risultato organico classico può apparire ben al di sotto della linea di galleggiamento.
Secondo StatCounter, oltre il 63% delle ricerche su Google sono ora effettuate su mobile. Ciò accentua meccanicamente l’aumento delle impressioni senza clic, soprattutto sui contenuti informativi.