La Francia ha appena ripreso il controllo di un attore strategico della sua industria tecnologica. Acquistando le attività chiave del gruppo Bull (precedentemente sotto il marchio Eviden), lo Stato riacquista un know-how raro nel campo dei supercomputer, queste macchine capaci di spingere i limiti della ricerca scientifica e dell’intelligenza artificiale. Dietro questa operazione, si delineano importanti sfide industriali, scientifiche e militari. Ecco i 4 elementi essenziali per comprendere questa acquisizione.
L’essenziale da ricordare
- Lo Stato francese ha acquistato Bull per 404 milioni di euro, al fine di preservare un know-how strategico nei supercomputer.
- Queste macchine possono raggiungere una potenza di calcolo exaflopica, ovvero un miliardo di miliardi di operazioni al secondo.
- Bull svolge un ruolo chiave nella difesa, nella ricerca e nell’intelligenza artificiale, con applicazioni che vanno dal nucleare alle simulazioni climatiche.
Un’acquisizione strategica per la sovranità tecnologica
L’acquisizione delle attività strategiche di Atos da parte dello Stato francese segna una svolta nella politica industriale nazionale. Questa operazione, del valore di 404 milioni di euro, permette di ridare vita al marchio Bull, fiore all’occhiello storico dell’informatica francese.
Questa decisione si inserisce in una volontà di garantire competenze rare. La progettazione di supercomputer è infatti controllata da un numero molto limitato di attori nel mondo. Riprendendo questa attività, la Francia garantisce la continuità di un’esperienza ritenuta indispensabile per la sua autonomia tecnologica.
Il mantenimento di queste capacità sul territorio nazionale consente anche di garantire infrastrutture critiche, in particolare nei settori della difesa e della ricerca scientifica.
Supercomputer tra i più potenti al mondo
Le macchine sviluppate da Bull sono tra le più performanti esistenti. Alcune raggiungono il livello detto “exascale”, capace di realizzare fino a 10¹⁸ operazioni al secondo, ovvero un miliardo di miliardi di calcoli in un secondo.
A titolo di confronto, una tale potenza supera di gran lunga quella di milioni di computer classici riuniti. Oggi, solo pochi paesi dispongono di queste tecnologie, in particolare gli Stati Uniti, la Cina e alcuni paesi europei.
Bull ha già contribuito alla messa in servizio del supercomputer europeo Jupiter, classificato tra i più potenti al mondo. In parallelo, un nuovo sistema chiamato “Alice Recoque” è in fase di costruzione in Francia e dovrebbe entrare in servizio tra il 2026 e il 2027.

Applicazioni al centro della difesa e della ricerca
I supercomputer svolgono un ruolo centrale in settori sensibili. Sono utilizzati in particolare per simulare test nucleari, una funzione essenziale per la deterrenza francese senza ricorrere a test reali.
Oltre al settore militare, queste macchine consentono importanti progressi scientifici. Servono a modellare il clima, a studiare fenomeni complessi o ancora a sviluppare sistemi di intelligenza artificiale.
Il futuro supercomputer “Alice Recoque” potrebbe ad esempio permettere di creare gemelli digitali del cervello umano per comprendere meglio alcune malattie. Queste capacità aprono la strada a nuovi approcci nella ricerca medica.
Una leva per l’occupazione e l’innovazione in Europa
Lo sviluppo di Bull è accompagnato da un rafforzamento delle squadre. L’azienda prevede l’assunzione di 500 persone nel 2026, principalmente ingegneri e profili commerciali.
Queste assunzioni mirano a sostenere i progetti legati al calcolo ad alte prestazioni e all’intelligenza artificiale. L’azienda conta attualmente circa 3.000 dipendenti, di cui una parte importante in Francia.
Inoltre, Bull lavora per rafforzare l’indipendenza tecnologica europea. L’obiettivo dichiarato è aumentare la quota di componenti europei nelle sue macchine, al fine di offrire un’alternativa alle soluzioni dominate da attori stranieri.
FAQ a proposito dell’acquisizione di Bull da parte della Francia
Lo Stato ha voluto preservare un know-how strategico nel campo dei supercomputer, ritenuto essenziale per la sovranità tecnologica e la sicurezza nazionale.
Si tratta di un computer capace di effettuare almeno un miliardo di miliardi di operazioni al secondo, ovvero 10¹⁸ calcoli, il che lo rende uno dei sistemi più potenti al mondo.
Sono utilizzati per la simulazione nucleare, la ricerca scientifica, l’intelligenza artificiale, la modellazione climatica e la medicina.
Questo futuro supercomputer francese permetterà di rafforzare le capacità di ricerca nazionale, in particolare nell’intelligenza artificiale e nella simulazione scientifica avanzata.
Sì, l’azienda prevede di assumere 500 persone in Europa nel 2026 per accompagnare il suo sviluppo nelle tecnologie avanzate.
I numeri chiave di Bull da conoscere:
- circa 720 milioni di euro di ricavi nel 2025
- 3.000 professionisti ed esperti
- Presenza in 32 paesi
- 13% del fatturato investito in R&S
- Oltre 1.600 brevetti depositati
- 2° in Europa con 137 brevetti nel calcolo quantistico, pioniere dal 2016
- 1° in Europa, in India e in America Latina nel calcolo ad alte prestazioni
- 1°, 2° e 3° posto dei supercomputer più efficienti dal punto di vista energetico (classifica Green500, novembre 2025)
- 58 supercomputer costruiti classificati nel TOP500 (novembre 2025)
- Oltre 300 esperti certificati in intelligenza artificiale e oltre 300 progetti IA realizzati
- Oltre 10 record mondiali sui benchmark SAP per i server aziendali
Fonti:
- L’acquisizione di Bull da parte dello Stato francese:
- Il reclutamento di 500 profili nel 2026: